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Abbiamo pensato di mettere a punto questo programma perché per diversi anni avevamo cercato di leggere i grafici degli analizzatori di spettro, chiamati F. F. T. (Fast Fourier Trasformer), ma nessuno era mai riuscito ad aiutarci a capire quali erano sul grafico, le "armoniche del bel suono".
Ci spiegavano che alcune armoniche erano più importanti di altre (fondamentale III e V), alcune erano la caratteristica del timbro (nasale, chiaro, ecc...), ma spesso la somma di tre piccole armoniche, dava lo stesso timbro e le stesse caratteristiche di una armonica altissima.
Come gestire dunque questo suono così "IMPRENDIBILE", impalpabile? Come fare poi ad avere un comune bel suono, quando ogni musicista possiede il proprio bel suono? Allora il "bel suono" è un'opinione? Una scuola di pensiero? Uno stile? Certo è risaputo che il suono barocco è più scarso di armoniche o, come qualche musicista afferma, ha armoniche dispari rispetto al suono moderno che ha armoniche pari. Anche del legno serpente (molto usato nel periodo barocco per la costruzione di archi, e poi abbandonato e sostituito dal pernambuco, di qualità migliore) si dice che producesse armoniche dispari, quindi poco "bel suono". Quanti "si dice" abbiamo sentito, con il risultato che in questo mare di armoniche e di "si dice", ci eravamo persi (almeno tanti di noi). Nella costruzione dei violini, il metro di paragone per giudicare la bellezza è negli strumenti classici: Stradivari, Guarneri ecc...; sono cose che si vedono, delle quali si può discutere; ma quando si parla di giudicare il suono, si alza una terribile e fitta nebbia. Prendiamo per esempio il suono dei violini di Stradivari: dolce, caldo, penetrante, incisivo; poi il suono dei violini Guarneri: più maschio, possente; ma quanto? Come? In che misura? Il musicista ha poi un terribile handicap: non riuscirà mai a sentire realmente la qualità del suo suono. Come farà allora a modificarlo, a correggerlo, ad abbellirlo, a studiarlo? Può soltanto ascoltare il giudizio dei suoi colleghi e del suo maestro. Esistono due tipi di suono: quello ascoltato direttamente dallo strumento e quello di FEED BACK e cioè DI RITORNO. In realtà è proprio quest'ultimo il più interessante, ma troppo spesso non viene insegnato perché non è chiaro il modo di ascolto. Con questo nuovo programma, speriamo di dare un piccolo contributo alla comprensione del bel suono e dare un punto di partenza per una ricerca seria. Pensando a questo programma abbiamo anche cercato di fare una cosa molto importante, dare la possibilità ai musicisti e ai cantanti di avvicinarsi a questo tipo di prodotti tecnologici con semplicità di visione e di uso. In conclusione possiamo quindi dire che: Il Bel Suono ha diverse caratteristiche a seconda del gusto personale, della scuola, ecc.., ma il suono portante è uno solo ed unico: quello che corre in fondo alla sala da concerto e si espande in tutte le direzioni. Questo è quanto noi abbiamo scoperto e stiamo visualizzando, con lo scopo di aiutare i musicisti a produrlo e ai liutai a mettere a punto i loro strumenti con queste caratteristiche.
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